Transizione 5.0, il Decreto 42/2026 salva gli esodati con il riparto ufficiale all’89,77%

9 Aprile 2026, di Anna Fabi – PMI.it

La conversione del DL 42/2026 (il Decreto Carburanti-bis) mette il sigillo definitivo sulla “disgraziata” gestione dei fondi per la Transizione 5.0. Il provvedimento sana la posizione delle imprese rimaste in sospeso dopo l’esaurimento del plafond iniziale, garantendo il riconoscimento dell’89,77% del credito d’imposta richiesto. Questa dotazione trasforma le prenotazioni telematiche in certezze contabili, coprendo i piani di investimento industriale avviati nel corso dell’ultimo semestre.

Riparto fondi per esodati 5.o nel DL 42/2026

La concessione della quota poco sotto il 90% nasce da una manovra di recupero delle risorse non utilizzate in altre linee di incentivo. Il Governo ha scelto il Decreto Carburanti-bis come contenitore normativo per integrare le coperture finanziarie necessarie a soddisfare quasi la totalità delle domande pendenti.

Inserendo il nuovo riparto all’interno di un provvedimento che regola anche i mercati energetici e le accise sui consumi, l’esecutivo assicura una stabilità che va oltre la gestione ministeriale delle graduatorie.

Le aziende possono ora pianificare la messa in esercizio dei beni digitali e sostenibili con la sicurezza di poter accedere a una quota di beneficio definita per legge.

Bonus certificazioni energetiche e rimborsi alle PMI

Oltre alla gestione del plafond principale, il Decreto 42/2026 introduce misure per ridurre l’incidenza dei costi burocratici sulle Piccole e Medie Imprese. La norma prevede rimborsi diretti per le spese tecniche sostenute in fase di perizia:

  • un contributo a fondo perduto fino a 10mila euro per le certificazioni energetiche ex ante ed ex post;
  • un rimborso forfettario fino a 5mila euro per l’adempimento dell’obbligo di certificazione contabile.

La fruizione di tali benefici è previsto anche per le imprese non soggette per obbligo statutario alla revisione legale dei conti.

Utilizzo crediti sui beni produttivi al 50% entro dicembre

Mentre si definisce il quadro della nuova agevolazione, le imprese devono gestire anche i termini di compensazione per i crediti d’imposta beni produttivi al 50% maturati nelle finestre precedenti. La norma impone infatti l’utilizzo delle quote spettanti entro la scadenza del 31 dicembre 2026, pena la perdita del beneficio o la necessità di procedure di recupero.

È necessario anche verificare la capienza del modello F24 e che le comunicazioni telematiche all’Agenzia delle Entrate siano complete. Il mancato rispetto di questo termine perentorio condiziona la strategia di rientro degli investimenti, specialmente per chi intende cumulare le vecchie linee di incentivo con i flussi derivanti dal riparto della Transizione 5.0.

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